L’arte di dominare la mente
di JET LI

L’ICONA MONDIALE DELLE ARTI MARZIALI RACCONTA PERCHÉ FAMA E RICCHEZZA NON BASTANO A RENDERE FELICI
Per milioni di spettatori Jet Li è il campione di wushu diventato leggenda del cinema, protagonista di film come Shaolin Temple, Once Upon a Time in China, Hero, Fearless e The Expendables. Una carriera costruita sulla disciplina, sulle vittorie e su una straordinaria forza fisica.Eppure, il cuore del libro edito da Roi Edizioni dal titolo LA VIA PER LA VERA LIBERTÀ – L’ARTE DI DOMINARE LA MENTE racconta esattamente il contrario di ciò che ci si potrebbe aspettare. Jet Li parte da una domanda semplice e universale: “Chi sono davvero?” Una domanda che nasce dopo aver conquistato tutto ciò che il mondo considera sinonimo di successo: fama, denaro, riconoscimento internazionale e sicurezza economica per la propria famiglia. Traguardi che, racconta, gli hanno regalato soddisfazioni intense ma sempre temporanee, lasciando spazio a un nuovo desiderio e a una nuova inquietudine. Da questa consapevolezza prende avvio un percorso lungo decenni attraverso il buddhismo, il taoismo, la meditazione e la disciplina mentale, alla ricerca di una libertà che non dipenda dalle circostanze esterne. Un libro che parla al presente In un’epoca caratterizzata dalla cultura della performance, dall’ossessione per la produttività, dal confronto continuo alimentato dai social media e dall’aumento delle fragilità psicologiche, il nuovo memoir di Jet-Li propone una riflessione sorprendentemente attuale. Jet Li osserva come la società contemporanea investa enormi energie nell’allenare il corpo – fitness, alimentazione, longevità, immagine – dedicandone invece pochissime all’allenamento della mente. Il risultato, sostiene, è una generazione che continua a rincorrere risultati senza riuscire a sperimentare una felicità stabile. La sua non è una critica al successo, ma all’idea che il successo possa coincidere con la realizzazione personale. Dalla povertà al successo globale Il libro ripercorre anche gli episodi più significativi della vita dell’attore, a partire da un’infanzia segnata dalla morte prematura del padre quando aveva appena due anni. Cresciuto in una famiglia numerosa, con la madre costretta a mantenere da sola cinque figli in una Cina ancora profondamente segnata dalle difficoltà economiche, Jet Li racconta come il desiderio di sottrarre i propri cari alla povertà sia diventato la forza che ha guidato ogni sua scelta. Ancora bambino si promette che un giorno sarà lui a garantire sicurezza alla famiglia, un obiettivo che orienterà tutta la sua adolescenza. L’ingresso nel wushu avviene quasi per caso, durante un programma sportivo scolastico. Selezionato tra centinaia di bambini, emerge rapidamente per il talento, ma soprattutto per un approccio fuori dal comune: più che ripetere meccanicamente gli esercizi, cerca di comprenderne il senso profondo, allenando insieme corpo e mente. In pochi anni conquista cinque titoli nazionali consecutivi e diventa il più giovane campione cinese della disciplina, prima che il successo del film The Shaolin Temple lo trasformi in una star in tutta l’Asia e, successivamente, in una delle icone mondiali del cinema d’azione.Ma nel memoir ogni tappa della sua ascesa assume un significato diverso da quello celebrativo. Le vittorie sportive, la fama internazionale e il riconoscimento del pubblico vengono raccontati come occasioni per interrogarsi sul rapporto tra identità, desiderio e paura. «Per quanto entusiasmanti possano sembrare le vette materiali che ho scalato, a ogni punto di svolta la soddisfazione era effimera. Prima di riuscire a gustarmi un trionfo ero già all’inseguimento di quello successivo.» Oltre il mito dell’eroe invincibile La grande sorpresa del libro è forse questa: Jet Li smonta il personaggio che il pubblico ha conosciuto per oltre quarant’anni. Dietro il campione invincibile emerge un uomo che racconta senza retorica le proprie fragilità, i dubbi, la continua ricerca di significato e il lungo lavoro necessario per imparare a governare la mente prima ancora del corpo. Non rinnega la disciplina che lo ha reso celebre, ma ne mostra anche il lato ambiguo: quando è guidata soltanto dall’ambizione o dal bisogno di dimostrare qualcosa, può trasformarsi in una nuova forma di prigionia.Emblematico è il racconto della gara nazionale disputata con una profonda ferita alla testa. Jet Li conclude l’esibizione senza rendersi conto della gravità dell’incidente, perché anni di addestramento gli avevano insegnato a ignorare completamente il dolore. Oggi rilegge quell’episodio in modo opposto rispetto alla narrazione eroica: non come la prova di una forza sovrumana, ma come il simbolo di quanto sia facile perdere contatto con se stessi quando tutta la propria identità coincide con la performance. «Il combattimento più difficile non è mai stato quello contro un avversario sullo schermo o sul tatami, ma quello contro l’ego, contro l’ossessione del successo e contro la convinzione che il valore personale dipenda dai risultati raggiunti. I desideri e le paure mi governavano la mente come i tiranni spietati che affrontavo nei miei film.» Una riflessione universale La via per la vera libertà supera i confini del memoir autobiografico per rivolgersi a un pubblico molto più ampio. È un libro che parla di identità, salute mentale, disciplina, impermanenza e ricerca di senso. Non offre formule semplici né ricette motivazionali, ma invita il lettore a spostare lo sguardo dall’esterno verso l’interno, mettendo in discussione alcune delle convinzioni più radicate della cultura contemporanea: che la felicità coincida con il successo, che la libertà significhi fare ciò che si vuole, che il controllo sia sempre la risposta. ***JET LI è un artista marziale, attore e filantropo di fama internazionale. Salito alla ribalta come cinque volte campione nazionale di wushu e per il ruolo da protagonista nel film The Shaolin Temple, è diventato un’icona mondiale grazie a film come Hero, Fearless e Romeo deve morire (e, di recente, ai primi due capitoli della saga I mercenari – The Expendables). Dopo aver sfiorato la morte nello tsunami del 2004, ha fondato la One Foundation per promuovere la filantropia e il sostegno diffuso alle comunità bisognose. Studente di buddhismo tibetano da trent’anni, Jet Li ha riversato in questo libro profondamente personale una vita di disciplina, riflessione e intuizione spirituale.

